As the mother of a gay son, I’ve seen firsthand how cruel and misguided people can be. Many letters have been sent to the Valley News concerning the homosexual menace in Vermont. I am the mother of a gay son and I’ve taken enough from you good people.
I’m tired of your foolish rhetoric about the “homosexual agenda” and your allegations that accepting homosexuality is the same thing as advocating sex with children. You are cruel and ignorant. You have been robbing me of the joys of motherhood ever since my children were tiny.
My firstborn son started suffering at the hands of the moral little thugs from your moral, upright families from the time he was in the first grade. He was physically and verbally abused from first grade straight through high school because he was perceived to be gay. He never professed to be gay or had any association with anything gay, but he had the misfortune not to walk or have gestures like the other boys. He was called “fag” incessantly, starting when he was 6.
In high school, while your children were doing what kids that age should be doing, mine labored over a suicide note, drafting and redrafting it to be sure his family knew how much he loved them. My sobbing 17-year-old tore the heart out of me as he choked out that he just couldn’t bear to continue living any longer, that he didn’t want to be gay and that he couldn’t face a life without dignity.
You have the audacity to talk about protecting families and children from the homosexual menace, while you yourselves tear apart families and drive children to despair. I don’t know why my son is gay, but I do know that God didn’t put him, and millions like him, on this Earth to give you someone to abuse. God gave you brains so that you could think, and it’s about time you started doing that.
At the core of all your misguided beliefs is the belief that this could never happen to you, that there is some kind of subculture out there that people have chosen to join. The fact is that if it can happen to my family, it can happen to yours, and you won’t get to choose. Whether it is genetic or whether something occurs during a critical time of fetal development, I don’t know. I can only tell you with an absolute certainty that it is inborn.
If you want to tout your own morality, you’d best come up with something more substantive than your heterosexuality. You did nothing to earn it; it was given to you. If you disagree, I would be interested in hearing your story, because my own heterosexuality was a blessing I received with no effort whatsoever on my part. It is so woven into the very soul of me that nothing could ever change it. For those of you who reduce sexual orientation to a simple choice, a character issue, a bad habit or something that can be changed by a 10-step program, I’m puzzled. Are you saying that your own sexual orientation is nothing more than something you have chosen, that you could change it at will? If that’s not the case, then why would you suggest that someone else can?
A popular theme in your letters is that Vermont has been infiltrated by outsiders. Both sides of my family have lived in Vermont for generations. I am heart and soul a Vermonter, so I’ll thank you to stop saying that you are speaking for “true Vermonters.”
You invoke the memory of the brave people who have fought on the battlefield for this great country, saying that they didn’t give their lives so that the “homosexual agenda” could tear down the principles they died defending. My 83-year-old father fought in some of the most horrific battles of World War II, was wounded and awarded the Purple Heart. He shakes his head in sadness at the life his grandson has had to live. He says he fought alongside homosexuals in those battles, that they did their part and bothered no one. One of his best friends in the service was gay, and he never knew it until the end, and when he did find out, it mattered not at all. That wasn’t the measure of the man.
You religious folk just can’t bear the thought that as my son emerges from the hell that was his childhood he might like to find a lifelong companion and have a measure of happiness. It offends your sensibilities that he should request the right to visit that companion in the hospital, to make medical decisions for him or to benefit from tax laws governing inheritance.
How dare he? you say. These outrageous requests would threaten the very existence of your family, would undermine the sanctity of marriage. You use religion to abdicate your responsibility to be thinking human beings. There are vast numbers of religious people who find your attitudes repugnant. God is not for the privileged majority, and God knows my son has committed no sin.
The deep-thinking author of a letter to the April 12 Valley News who lectures about homosexual sin and tells us about “those of us who have been blessed with the benefits of a religious upbringing” asks: “What ever happened to the idea of striving . . . to be better human beings than we are?”
Indeed, sir, what ever happened to that?
•••
Il mio figlio primogenito non ha mai dichiarato di essere gay e non ha mai avuto a che fare con qualcosa riferibile al mondo gay, ma ha avuto la sfortuna di non avere la stessa camminata e la stessa gestualità degli altri ragazzi. Nella scuola superiore, mentre gli altri ragazzi facevano ciò che dovrebbero fare alla loro età, il mio incominciava a scrivere una lettera in previsione del suo suicidio, abbozzandola e riformulandola per essere sicuro che i suoi famigliari sapessero quanto egli li avesse amati. Il mio disperato diciassettenne mi ha strappato il cuore quando si è suicidato, dato che non poteva sopportare di continuare a vivere ancora, non aveva scelto lui di essere gay e non avrebbe potuto affrontare il disprezzo che lo circondava.
Come madre di un figlio di gay ho visto in prima persona come la gente possa essere crudele e disorientata. Molte lettere sono state inviate al The Valley News riguardo alla minaccia omosessuale nel Vermont. Sono la madre di un figlio gay ed ho ormai sopportato abbastanza cattiverie da parte delle “brave persone”.
Sono stanca della vostra insensata retorica riguardo alla “homosexual agenda” (ndr questo termine indica lo scopo di favorire una maggior accettazione sociale ed una parità di diritti alle minoranze GLBT e spesso viene usato con intenti ironici e spregiativi) e anche delle vostre affermazioni secondo cui accettare l’omosessualità è la stessa cosa dell’approvare il sesso con i bambini. Siete crudeli ed ignoranti. Voi mi state portando via la gioia di essere madre, che ho vissuto da quando i miei bambini erano molto piccoli.
Il mio figlio primogenito ha cominciato a soffrire a causa delle piccole cattiverie morali, che partivano proprio dalle vostre morigerate e oneste famiglie, sin da quando era nella scuola elementare. È stato abusato fisicamente e con le parole dalle scuole elementari e durante tutte le scuole superiori perché si capiva che era gay.
Non ha mai dichiarato di essere gay e non ha mai avuto a che fare con qualcosa riferibile al mondo gay, ma ha avuto la sfortuna di non avere la stessa camminata e la stessa gestualità degli altri ragazzi.
È stato chiamato continuamente “fag”( questo termine indica abitualmente una ragazza etero che si accompagna ad un gay oppure un maschio etero che ha una platonica passione per un gay. Il termine è comunque sempre spregiativo e derisorio – ndr), da quando aveva 6 anni.
Nella scuola superiore, mentre i vostri ragazzi facevano ciò che i ragazzi dovrebbero fare alla loro età, il mio cominciava a scrivere una lettera in previsione del suo suicidio, abbozzandola e riformulandola per essere sicuro che i suoi famigliari sapessero quanto egli li avesse amati.
Il mio disperato diciassettenne mi ha strappato il cuore quando si è suicidato, dato che non poteva sopportare di continuare a vivere ancora, non aveva scelto lui di essere gay e non avrebbe potuto affrontare una vita priva di dignità.
Avete l’ardire di parlare di protezione delle famiglie e dei bambini dalla minaccia omosessuale, mentre voi stessi lacerate le famiglie e spingete i bambini alla disperazione.
Non so perchè mio figlio era gay, ma so che Dio non ha messo lui, e altri milioni come lui, su questa terra per dare a voi qualcuno di cui abusare. Dio vi ha dato i cervelli in modo che poteste pensare, ed ormai è tempo che cominciate a farlo.
Al centro di tutta la vostra convinzione sbagliata è la credenza che non potrebbe mai accadere a voi, che si tratta di una specie di subcultura a cui un certo tipo di persone hanno scelto di associarsi. Il fatto è che se è potuto accadere alla mia famiglia, potrebbe accadere anche alla vostra e non avrete la possibilità di scegliere.
Non so se sia genetico o se sia qualcosa che succede durante la fase critica dello sviluppo fetale. Posso dirvi soltanto, con una certezza assoluta, che è un fatto innato.
Se desiderate propagandare la vostra moralità, sarebbe meglio che vi presentaste con qualcosa di più sostanzioso della vostra eterosessualità. Non avete fatto niente per guadagnarla; vi è semplicemente stata data. Se non siete d’accordo, sarei interessata ad ascoltare la vostra storia, perché la mia eterosessualità è stata una benedizione che ho ricevuto senza alcuno sforzo da parte mia.
Ed essa è così intimamente compenetrata nella mia anima che niente potrebbe cambiarla mai. Per quelli di voi che riducono l’orientamento sessuale ad una semplice scelta, ad una questione di carattere, a una cattiva abitudine o a qualcosa che si può cambiare con un programma “in 10 mosse”, sono perplessa.
State dicendo che il vostro orientamento sessuale non è altro che una vostra scelta, e che, volendo, potreste cambiarlo? E se non è così, perchè affermate che qualcun’altro invece potrebbe farlo?
Un argomento che ricorre spesso nelle vostre lettere è che nel Vermont si sono infiltrati gli stranieri. Entrambe le linee da cui è originata la mia famiglia hanno vissuto nel Vermont da generazioni. E io sono nel cuore e nell’anima una del Vermont, così vi sarei grata se la smetteste di dire che parlate a nome dei “Vermonters autentici.”
Invocate la memoria della gente coraggiosa che ha combattuto sul campo di battaglia per questo grande paese, ben sapendo che essi non hanno dato le loro vite in modo che la “homesexual agenda” potesse demolire i principi, per difendere i quali, sono morti.
Mio padre 83enne ha combattuto in alcune delle battaglie più cruenti della seconda guerra mondiale, è stato ferito ed è stato insignito del Cuore Viola (una onorificenza assegnata a coloro che sono stati feriti o sono morti durante il servizio militare – ndr). Oggi scuote tristemente il capo pensando alla vita che suo nipote ha dovuto vivere. Dice che ha combattuto accanto agli omosessuali in quelle battaglie e che essi hanno fatto la loro parte e non hanno creato problemi a nessuno.
Uno dei suoi migliori amici nel servizio militare era gay e non lo ha mai saputo fino alla fine e quando l’ha scoperto, non gliene è importato proprio niente. Non è certo quella la caratteristica che consente di valutare gli uomini.
E voi, gente religiosa, non potevate nemmeno sopportare l’idea che mio figlio riuscisse a togliersi da quell’inferno che è stata la sua infanzia e che potesse essere contento di trovare un compagno per tutta la vita e che potesse avere un po’ di felicità.
Offendeva la vostra sensibilità il fatto che potesse pretendere il diritto di visitare il suo compagno in ospedale, prendere per lui delle decisioni mediche o beneficiare delle leggi di imposta che regolano l’eredità. Dite, “ma come osa chiederlo?”.
Queste richieste oltraggiose potrebbero minacciare l’esistenza stessa della vostra famiglia, potrebbero insidiare la santità del matrimonio. Voi usate la religione per annullare la vostra responsabilità di pensare agli esseri umani. C’è un gran numero di gente religiosa che trova ripugnante il vostro comportamento. Dio non è per la maggioranza privilegiata e Dio sa che mio figlio non ha commesso alcun peccato.
L’autore “dotato di profondo pensiero” che a scritto una lettera al Valley News il 12 aprile ci dà una lezione riguardo al peccato dell’omosessualità e parla a “quelli di noi che sono stati benedetti con i vantaggi di un’educazione religiosa” e si chiede: “Dov’è mai andata finire l’idea di sforzarci di. . . essere persone umane migliori di quelle che siamo?”. Effettivamente, signore, dov’è mai finita?