Io sono la Sicurezza

agosto 14, 2009 in Senza categoria

Situazione

Le previsioni meteo online annunciano grandine per le ore 23. Alle ore 21.20 mi allontano dalla mia postazione per andare in ufficio a ritirare la busta paga (che non ho potuto ritirare in quanto è stata perduta, ma vabbè…), e mentre torno indietro sento il Bressa dire: “Impatto previsto tra un’ora”.

TIC TAC TIC TAC TIC TAC…

Ore 22.20: si alza un vento fortissimo che sventra metà della scenografia dell’opera. Mentre un turbine di aria, polvere e cartacce si abbatte sull’arena, un pubblico da quasi-tutto-esaurito defluisce attraverso le uscite e si ripara nelle scale. Risultato: scale intasate di persone.

Svolgimento

Mentre percorro le scale in su e in giù per poter mantenere un corridoio di sicurezza, mi imbatto in un giovanotto italiano. Di seguito, il dialogo che ne è venuto fuori:

GIOVANOTTO: scusa, ma con tutta questa gente sulle scale come fanno gli addetti alla sicurezza a passare?

IO: io sono addetto alla sicurezza, e come vede sto passando per tenere libero un corridoio di sicurezza per eventuali soccorsi.

GIOVANOTTO: ma se per caso dovesse scoppiare un incendio?

Rimango momentaneamente interdetto, incapace di capire se mi sta prendendo in giro oppure no. Ma a domanda, rispondo.

IO: per prima cosa, se dovesse scoppiare un incendio di sicuro la gente non rimarrebbe tutta rintanata nelle scale, ma scapperebbe fuori. Secondo, in arena non possono scoppiare incendi.

GIOVANOTTO: perchè?

IO: perchè è di pietra.

L'onda d'urto

aprile 12, 2009 in Senza categoria

Email ricevuta dal gruppo su Facebook al quale mi sono iscritto “TERREMOTO IN ABRUZZO-AIUTI CONCRETI IN PARTENZA DA VERONA“:

Matteo Mercanti ha inviato un messaggio ai membri di TERREMOTO IN ABRUZZO-AIUTI CONCRETI IN PARTENZA DA VERONA.

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Oggetto: L’ONDA D’URTO

IL RITROVO IN PIAZZA SAN GIORGIO è STATO ADRENALINICO E CARICO IN TUTTI I SENSI!
TRA UNA ROBA E L’ALTRA SIAM PARTITI ALLE 14-30
-PRIMO STOP IN AUTOGRILL AL VOLO PER GASOLIO, PANINO E SBIRICITA AL CARICO.
-POI DI FILATA SENZA STOP FINO IN ABRUZZO
-IL VIAGGIO è STATO SCORREVOLISSIMO, ZERO TRAFFICO. NEL FURGONE NON MANCAVA MAI MUSICA. INIZIALMENTE SEMBRAVA UN VIAGGIO COME UN ALTRO.
-DA TERAMO IN POI LE COSE SONO CAMBIATE BRUSCAMENTE, ANCHE IL NOSTRO UMORE.
-SULLE STRADA NON C’ERA ANIMA VIVA
-USCENDO DALL’AUTOSTRADA CI SIAMO CATAPULTATI SUBITO NEL DRAMMA: LA CITTà ERA BUIA. NESSUNA LUCE ACCESA NELLE CASE. BUIO.
BUIO.
SILENZIO.
-PRIMA TAPPA CAMPO BASE DENOMINATO PIAZZA D’ARMI: è ORGANIZZATISSIMO, IMBARAZZANTE QUASI. è QUELLO CHE VIENE VISITATO DAI POLITICI E DOVE FANNO BASE LE TELEVISIONI.
NON MANCA NIENTE. UNO SCOUT MI RACCONTA CHE SE DAI CONTAINER VIENE TOLTO UNO SCATOLONE, HANNO L’ORDINE DI RIMEPIRE IMMEDIATAMENTE IL BUCO FATTO. DEVE ESSERE SEMPRE TUTTO PERFETTO…PERCHè IN QUESTO LUOGO COME DICE BERLUSCONI ”NON MANCA NIENTE…NON ABBIAMO BISOGNO DI NIENTE”.
HA RAGIONE.
IN QUEL POSTO NON MANCA NIENTE.
INFATTI CI CONSIGLIANO GENTILMENTE E UN Pò IMBARAZZATI DI ANDARE ALLA STAZIONE.
-IN STAZIONE NON CI VA BERLUSCONI. MI SONO VENUTE IN MENTE CERTE SCENE DI FILM SUL NAZISMO CON GLI EBREI STIPATI NEI TRENI…
-L’ACCOGLIENZA NEI NOSTRI CONFRONTI DA PARTE DEI CARABINIERI CHE GESTISCONO IL CAMPO è STATA DAVVERO GENTILE.
-GLI OSPITI DEL CAMPO INVECE SONO MOLTO SILENZIOSI E NON COMUNICANO MOLTO CON GLI ESTERNI. IL LORO IMBARAZZO è TANGIBILE.
- I CARABINIERI CI OSPITANO A CENA IN MENSA E CI ACCOMODIAMO A TAVOLA CON LE PERSONE CHE DORMONO NEI TRENI.
-CERCO DI FARE 4 CHIACCHIERE MA NON AFFONDO.
-DOPO QUALCHE TENTATIVO UN PAPà INIZIA A RACCONTARE DI QUELLO CHE è ACCADUTO  A LUI E ALLA SUA FAMIGLIA…DI NOTTE NON DORME DALLA PAURA.
-DOPO CENA SCARICHIAMO IL GROSSO DEL CARICO. DI GIOCHI NE LASCIAMO POCHI PERCHè CI SONO SOLO 12 BAMBINI SU 800 OSPITI.
-QUANDO GLI DICIAMO CHE AL PRIMO CAMPO NON CI HANNO FATTO SCARICARE NIENTE QUALCUNO SORRIDE, QUALCUNALTRO COMMENTA ”’CERTO, Là NON MANCA NIENTE, C’è LA TV”.
-UNO DELLA PROTEZIONE CIVILE RACCONTA CHE CI SONO DELLE ZONE IN CUI NON RIESCONO A PORTARE + DI UN PASTO AL GIORNO, MA DOVE PASSA BERLUSCONI SI RIEMPIONO LA PANCIA.
-NOI NON COMMENTIAMO
-QUALCHE BAMBINO SI AVVICINA A PRENDER QUALCHE GIOCO. LE MAMME PRIMA LI ALLONTANANO POI RITORNANO ANCHE LORO.
SONO FAMIGLIE CHE FINO A QUALCHE GIORNO FA NON HANNO MAI AVUTO BISOGNO DI CHIEDERE NULLA. IL DISAGIO DA PARTE LORO è EVIDENTE.
-CERCO DI COLLOQUIARE E DI AIUTARLI NELLA SCELTA DI ALCUNE COSE.
-FINITO LO SCARICO IN STAZIONE CI ACCOMPAGNANO ALLA SEDE DELLA FINANZA DOVE CI FANNO SCARICARE TUTTO IL RESTO, CHE POI VERRà SMISTATO AI VARI CENTRI.
-UN CAPITANO DELLA FINANZA GENTILISSIMO DICE CHE è UN Pò IMBARAZZATO PER AVERCI FATTO ASPETTARE E CHE IL MOTIVO è CHE NON HANNO UN DEPOSITO IN CITTà…MA CHE LE NOSTRA COSE LE FANNO SCARICARE PERCHè è SICURAMENTE UTILE.
-UNA RAGAZZA DELLA CROCE ROSSA CARINA E SIMPATICA CI APRE LE PORTE DI UN MAGAZZINO TEMPORANEO.
- IO COINVOLGO UN GRUPPO DI RAGAZZI IN DIVISA CHE SI RENDONO UTILI AL VOLO. SONO DEI BASCHI VERDI DI ORVIETO, FORZE SPECIALI CONTRO GLI SCIACALLI.
-CI RACCONTANO ALCUNE COSE SUCCESSE NEI GIORNI SCORSI
-ABBIAMO PARALATO A LUNGO. POI VERSO LE 24 SIAMO RIPARTITI PER VERONA
-ALLA RADIO E IN TV DANNO NOTIZIE DISTORTE. SONO GLI STESSI DELLA PROTEZIONE CIVILE A DIRLO…ANCHE SE NON POSSONO DIRLO.
-LA NOSTRA PRESENZA è STATA ACCOLTA CON GRANDEE GIOIA DA TUTTI. NON è VERO CHE NON VOGLIONO PRIVATI. NON VOGLIONO GENTE MALE ORGANIZZATA. CI HANNO FATTO I COMPLIMENTI PER LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE E CI HANNO INVITATI A TORNARE PRESTO CON ALTRE COSE.

”HEI, MA VOI DA DOVE VENITE?”.
”DA VERONA”.
”è UNA BELLA ONDA D’URTO LA VOSTRA…SPERIAMO CE NE SIANO ANCORA COME QUESTA”.
”GRAZIE CAPITANO”.
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SIAMO STATI BRAVI, TUTTI.
CIAO
MATTEO
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"Sono la madre di un figlio gay"

ottobre 21, 2008 in Senza categoria

As the mother of a gay son, I’ve seen firsthand how cruel and misguided people can be. Many letters have been sent to the Valley News concerning the homosexual menace in Vermont. I am the mother of a gay son and I’ve taken enough from you good people.

I’m tired of your foolish rhetoric about the “homosexual agenda” and your allegations that accepting homosexuality is the same thing as advocating sex with children. You are cruel and ignorant. You have been robbing me of the joys of motherhood ever since my children were tiny.

My firstborn son started suffering at the hands of the moral little thugs from your moral, upright families from the time he was in the first grade. He was physically and verbally abused from first grade straight through high school because he was perceived to be gay. He never professed to be gay or had any association with anything gay, but he had the misfortune not to walk or have gestures like the other boys. He was called “fag” incessantly, starting when he was 6.

In high school, while your children were doing what kids that age should be doing, mine labored over a suicide note, drafting and redrafting it to be sure his family knew how much he loved them. My sobbing 17-year-old tore the heart out of me as he choked out that he just couldn’t bear to continue living any longer, that he didn’t want to be gay and that he couldn’t face a life without dignity.

You have the audacity to talk about protecting families and children from the homosexual menace, while you yourselves tear apart families and drive children to despair. I don’t know why my son is gay, but I do know that God didn’t put him, and millions like him, on this Earth to give you someone to abuse. God gave you brains so that you could think, and it’s about time you started doing that.

At the core of all your misguided beliefs is the belief that this could never happen to you, that there is some kind of subculture out there that people have chosen to join. The fact is that if it can happen to my family, it can happen to yours, and you won’t get to choose. Whether it is genetic or whether something occurs during a critical time of fetal development, I don’t know. I can only tell you with an absolute certainty that it is inborn.

If you want to tout your own morality, you’d best come up with something more substantive than your heterosexuality. You did nothing to earn it; it was given to you. If you disagree, I would be interested in hearing your story, because my own heterosexuality was a blessing I received with no effort whatsoever on my part. It is so woven into the very soul of me that nothing could ever change it. For those of you who reduce sexual orientation to a simple choice, a character issue, a bad habit or something that can be changed by a 10-step program, I’m puzzled. Are you saying that your own sexual orientation is nothing more than something you have chosen, that you could change it at will? If that’s not the case, then why would you suggest that someone else can?

A popular theme in your letters is that Vermont has been infiltrated by outsiders. Both sides of my family have lived in Vermont for generations. I am heart and soul a Vermonter, so I’ll thank you to stop saying that you are speaking for “true Vermonters.”

You invoke the memory of the brave people who have fought on the battlefield for this great country, saying that they didn’t give their lives so that the “homosexual agenda” could tear down the principles they died defending. My 83-year-old father fought in some of the most horrific battles of World War II, was wounded and awarded the Purple Heart. He shakes his head in sadness at the life his grandson has had to live. He says he fought alongside homosexuals in those battles, that they did their part and bothered no one. One of his best friends in the service was gay, and he never knew it until the end, and when he did find out, it mattered not at all. That wasn’t the measure of the man.

You religious folk just can’t bear the thought that as my son emerges from the hell that was his childhood he might like to find a lifelong companion and have a measure of happiness. It offends your sensibilities that he should request the right to visit that companion in the hospital, to make medical decisions for him or to benefit from tax laws governing inheritance.

How dare he? you say. These outrageous requests would threaten the very existence of your family, would undermine the sanctity of marriage. You use religion to abdicate your responsibility to be thinking human beings. There are vast numbers of religious people who find your attitudes repugnant. God is not for the privileged majority, and God knows my son has committed no sin.

The deep-thinking author of a letter to the April 12 Valley News who lectures about homosexual sin and tells us about “those of us who have been blessed with the benefits of a religious upbringing” asks: “What ever happened to the idea of striving . . . to be better human beings than we are?”

Indeed, sir, what ever happened to that?

•••

Il mio figlio primogenito non ha mai dichiarato di essere gay e non ha mai avuto a che fare con qualcosa riferibile al mondo gay, ma ha avuto la sfortuna di non avere la stessa camminata e la stessa gestualità degli altri ragazzi. Nella scuola superiore, mentre gli altri ragazzi facevano ciò che dovrebbero fare alla loro età, il mio incominciava a scrivere una lettera in previsione del suo suicidio, abbozzandola e riformulandola per essere sicuro che i suoi famigliari sapessero quanto egli li avesse amati. Il mio disperato diciassettenne mi ha strappato il cuore quando si è suicidato, dato che non poteva sopportare di continuare a vivere ancora, non aveva scelto lui di essere gay e non avrebbe potuto affrontare il disprezzo che lo circondava.

Come madre di un figlio di gay ho visto in prima persona come la gente possa essere crudele e disorientata. Molte lettere sono state inviate al The Valley News riguardo alla minaccia omosessuale nel Vermont. Sono la madre di un figlio gay ed ho ormai sopportato abbastanza cattiverie da parte delle “brave persone”.

Sono stanca della vostra insensata retorica riguardo alla “homosexual agenda” (ndr questo termine indica lo scopo di favorire una maggior accettazione sociale ed una parità di diritti alle minoranze GLBT e spesso viene usato con intenti ironici e spregiativi) e anche delle vostre affermazioni secondo cui accettare l’omosessualità è la stessa cosa dell’approvare il sesso con i bambini. Siete crudeli ed ignoranti. Voi mi state portando via la gioia di essere madre, che ho vissuto da quando i miei bambini erano molto piccoli.

Il mio figlio primogenito ha cominciato a soffrire a causa delle piccole cattiverie morali, che partivano proprio dalle vostre morigerate e oneste famiglie, sin da quando era nella scuola elementare. È stato abusato fisicamente e con le parole dalle scuole elementari e durante tutte le scuole superiori perché si capiva che era gay.

Non ha mai dichiarato di essere gay e non ha mai avuto a che fare con qualcosa riferibile al mondo gay, ma ha avuto la sfortuna di non avere la stessa camminata e la stessa gestualità degli altri ragazzi.

È stato chiamato continuamente “fag”( questo termine indica abitualmente una ragazza etero che si accompagna ad un gay oppure un maschio etero che ha una platonica passione per un gay. Il termine è comunque sempre spregiativo e derisorio – ndr), da quando aveva 6 anni.

Nella scuola superiore, mentre i vostri ragazzi facevano ciò che i ragazzi dovrebbero fare alla loro età, il mio cominciava a scrivere una lettera in previsione del suo suicidio, abbozzandola e riformulandola per essere sicuro che i suoi famigliari sapessero quanto egli li avesse amati.

Il mio disperato diciassettenne mi ha strappato il cuore quando si è suicidato, dato che non poteva sopportare di continuare a vivere ancora, non aveva scelto lui di essere gay e non avrebbe potuto affrontare una vita priva di dignità.

Avete l’ardire di parlare di protezione delle famiglie e dei bambini dalla minaccia omosessuale, mentre voi stessi lacerate le famiglie e spingete i bambini alla disperazione.

Non so perchè mio figlio era gay, ma so che Dio non ha messo lui, e altri milioni come lui, su questa terra per dare a voi qualcuno di cui abusare. Dio vi ha dato i cervelli in modo che poteste pensare, ed ormai è tempo che cominciate a farlo.

Al centro di tutta la vostra convinzione sbagliata è la credenza che non potrebbe mai accadere a voi, che si tratta di una specie di subcultura a cui un certo tipo di persone hanno scelto di associarsi. Il fatto è che se è potuto accadere alla mia famiglia, potrebbe accadere anche alla vostra e non avrete la possibilità di scegliere.

Non so se sia genetico o se sia qualcosa che succede durante la fase critica dello sviluppo fetale. Posso dirvi soltanto, con una certezza assoluta, che è un fatto innato.

Se desiderate propagandare la vostra moralità, sarebbe meglio che vi presentaste con qualcosa di più sostanzioso della vostra eterosessualità. Non avete fatto niente per guadagnarla; vi è semplicemente stata data. Se non siete d’accordo, sarei interessata ad ascoltare la vostra storia, perché la mia eterosessualità è stata una benedizione che ho ricevuto senza alcuno sforzo da parte mia.

Ed essa è così intimamente compenetrata nella mia anima che niente potrebbe cambiarla mai. Per quelli di voi che riducono l’orientamento sessuale ad una semplice scelta, ad una questione di carattere, a una cattiva abitudine o a qualcosa che si può cambiare con un programma “in 10 mosse”, sono perplessa.

State dicendo che il vostro orientamento sessuale non è altro che una vostra scelta, e che, volendo, potreste cambiarlo? E se non è così, perchè affermate che qualcun’altro invece potrebbe farlo?

Un argomento che ricorre spesso nelle vostre lettere è che nel Vermont si sono infiltrati gli stranieri. Entrambe le linee da cui è originata la mia famiglia hanno vissuto nel Vermont da generazioni. E io sono nel cuore e nell’anima una del Vermont, così vi sarei grata se la smetteste di dire che parlate a nome dei “Vermonters autentici.”

Invocate la memoria della gente coraggiosa che ha combattuto sul campo di battaglia per questo grande paese, ben sapendo che essi non hanno dato le loro vite in modo che la “homesexual agenda” potesse demolire i principi, per difendere i quali, sono morti.

Mio padre 83enne ha combattuto in alcune delle battaglie più cruenti della seconda guerra mondiale, è stato ferito ed è stato insignito del Cuore Viola (una onorificenza assegnata a coloro che sono stati feriti o sono morti durante il servizio militare – ndr). Oggi scuote tristemente il capo pensando alla vita che suo nipote ha dovuto vivere. Dice che ha combattuto accanto agli omosessuali in quelle battaglie e che essi hanno fatto la loro parte e non hanno creato problemi a nessuno.

Uno dei suoi migliori amici nel servizio militare era gay e non lo ha mai saputo fino alla fine e quando l’ha scoperto, non gliene è importato proprio niente. Non è certo quella la caratteristica che consente di valutare gli uomini.

E voi, gente religiosa, non potevate nemmeno sopportare l’idea che mio figlio riuscisse a togliersi da quell’inferno che è stata la sua infanzia e che potesse essere contento di trovare un compagno per tutta la vita e che potesse avere un po’ di felicità.

Offendeva la vostra sensibilità il fatto che potesse pretendere il diritto di visitare il suo compagno in ospedale, prendere per lui delle decisioni mediche o beneficiare delle leggi di imposta che regolano l’eredità. Dite, “ma come osa chiederlo?”.

Queste richieste oltraggiose potrebbero minacciare l’esistenza stessa della vostra famiglia, potrebbero insidiare la santità del matrimonio. Voi usate la religione per annullare la vostra responsabilità di pensare agli esseri umani. C’è un gran numero di gente religiosa che trova ripugnante il vostro comportamento. Dio non è per la maggioranza privilegiata e Dio sa che mio figlio non ha commesso alcun peccato.

L’autore “dotato di profondo pensiero” che a scritto una lettera al Valley News il 12 aprile ci dà una lezione riguardo al peccato dell’omosessualità e parla a “quelli di noi che sono stati benedetti con i vantaggi di un’educazione religiosa” e si chiede: “Dov’è mai andata finire l’idea di sforzarci di. . . essere persone umane migliori di quelle che siamo?”. Effettivamente, signore, dov’è mai finita?

Declare independence

settembre 16, 2008 in Senza categoria

httpv://it.youtube.com/watch?v=4P5xSntVWQE

Declare independence!
Don’t let them do that to you!
Declare independence!
Don’t let them do that to you!

Declare independence!
Don’t let them do that to you!
Declare independence!
Don’t let them do that to you!

Start your own currency!
Make your own stamp
Protect your language

Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

[x4] Make your own flag!

[x6] Raise your flag!

Declare independence!
Don’t let them do that to you!
Declare independence!
Don’t let them do that to you!

Damn colonists
Ignore their patronizing
Tear off their blindfolds
Open their eyes

Declare independence!
Don’t let them do that to you!
Declare independence!
Don’t let them do that to you!

With a flag and a trumpet
Go to the top of your highest mountain!

[x6] Raise your flag!

Declare independence!
Don’t let them do that to you!
Declare independence!
Don’t let them do that to you!

Raise the flag!

Björk

L'origine dell'universo e la modestia di Hawking

settembre 15, 2008 in Senza categoria

Articolo scritto dal Corriere della Sera (acquistato a Majorca, quotidiana lettura sulla spiaggia) di Sabato 13 Settembre 2008, di Giorgio Montefoschi:

Cento dollari sono una cifra abbastanza modesta per una scommessa. In Inghilterra, si possono puntare su un cavallo non strafavorito all’ippodromo di Hampson, sulla permanenza di Fabio Capello alla guida della nazionale di calcio fino al prossimo mondiale, su quello della regina Elisabetta a Buckingham Palace prima che Carlo raggiunga gli ottant’anni.

Dunque, è con un certo stupore che, alla vigilia dell’esperimento del Cern di Ginevra, abbiamo appreso da un articolo di Giovanni Caprara, sul Corriere, come Stephen Hawking, considerato il più celebre scienziato vivente, «il maestro del tempo e dei buchi neri», abbia scommesso solo cento dollari sulla riuscita dell’esperimento, attraverso il quale i fisici europei si propongono di far luce sulla nascita della materia: in termini molto semplici, sul big bang che ha dato origine all’universo. «Ho scommesso cento dollari – ha dichiarato Hawking – perchè spero che la famosa particella di Dio, il bosone di Higgs, non riesca a scoprirlo il nuovo superacceleratore che oggi si accende al Cern di Ginevra». Cento dollari sull’origine dell’universo.

È irriverenza, quella di Hawking? Niente affatto. Cosa ha detto, infatti, l’astrofisico inglese, dopo l’annuncio di questa scommessa «ridimensionante»? Ha detto: «Credo che sarebbe più eccitante se non lo trovassimo il bosone di Higgs. Dimostrerebbe che c’è qualcosa di sbagliato nelle nostre idee e che dobbiamo pensare di più per trovare altre spiegazioni».

Davvero un segno di umiltà della scienza. E di un uomo a dir poco intelligente. Soprattutto se paragonato alle granitiche certezze sull’esistenza o inesistenza (più spesso) di Dio proclamate dai teologi «estivi» e dai filosofi dell’ultim’ora.

Simpatica precisazione su LHC

settembre 15, 2008 in Senza categoria

Vorrei ricordare a tutti quei meravigliosi 1.000 (MILLE) visitatori al giorno per 7 (SETTE), alcuni dei quali hanno postato commenti catastrofici riguardo l’accensione di LHC, che la macchina stessa è stata portata a funzionare a basso regime almeno per i primi tempi. Inoltre, per i commenti postati dopo le ore 9.30 del 10 settembre, è carino da parte mia ricordare agli utenti che hanno postato commenti catastrofici DOPO TALE ORA, che LHC è stato acceso proprio alle 9.30. Quindi, se siete riusciti a scrivere il vostro commento alle 10.30 state tranquilli, non è stato creato alcun buco nero ;)

Amore materno

agosto 4, 2008 in Senza categoria

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2008•08•02 Rigoletto

agosto 2, 2008 in Senza categoria

Evviva! Questa sera parte il Rigoletto, l’ultima opera in entrata del calendario areniano! Evviva evviva!! Questa sera Leo Nucci festeggia la sua 100° recita all’Arena di Verona, e per commemorare questo evento, la Fondazione distribuirà gratuitamente delle cartoline da collezione agli spettatori in entrata. La mia serata è partita con un po’ di ritardo sulla mia tabella di marcia, ancora mentre ero a casa, perchè dovevo farmi una doccia prima di partire per il lavoro ma la caldaia si era fottutamente spenta, quindi ho perso dieci minuti buoni a riaccendere la fiammella pilota. Quindi, dopo una doccia supersonica, mi sono vestito, mi sono fiondato in garage a prendere la macchina, e la dea fortuna si è tolta la benda e mi ha guardato intensamente, visto che da casa mia fino al parcheggio vicino all’arena ho trovato tutti i semafori allegramente verdi, e un tragitto che di solito mi prende 15 minuti in auto l’ho fatto in 6/7 minuti. Quando ho parcheggiato ho dato un’occhiata all’orologio, ed ero in anticipo di ben 20 minuti sulla tabella di marcia, quindi me la sono presa con comodo, mi sono diretto in arena, ho varcato quella magnifica soglia del cancello 4 salutando la Maria, ho incontrato la Marghe e sono andato con lei a farmi un caffettino. Poi siamo andati a sederci in prima gradinata insieme agli altri.

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Avete cliccato sulle immagini sopra per ingrandirle? Beh se non l’avete fatto, fatelo, l’allestimento scenografico del Rigoletto merita! Insomma, parliamo del più e del meno (soprattutto delle condizioni dei miei piedi e delle mie caviglie, tormentati/e da 44 – quarantaquattro – punture di zanzara, più altre 20 – venti – sparse per il resto del corpo), poi arriva la chiamata verso gli inferi, scendiamo e ci prepariamo al briefing serale con il Bressa.
Notizie notiziole: il primo atto dura 60 minuti, il primo intervallo 25 minuti, il secondo atto 30 minuti, il secondo intervallo 45 (quarantacinque) minuti, e l’ultimo atto termina intorno a mezzanotte e mezza. Fico eh? La terribile domanda “Come facciamo a tener buono il pubblico durante la seconda pausa?” serpeggia placidamente nelle nostre teste. Placidamente perchè questa sera abbiamo 9.000 spettatori in teatro, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il Bressa ci informa inoltre che dovremo distribuire, all’entrata, le cartoline commemorative di cui parlavo sopra, e di cui vi posto due immagini (fronte/retro) qui sotto.

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Il Bressa ci informa inoltre che ci saranno delle hostess di Veronafiere che distribuiranno al pubblico delle piccole torce a led sponsorizzate, per l’appunto, da Veronafiere.
Al termine del briefing ci augura buon lavoro, noi prendiamo gli scatoloni di candeline e il pacco di cartoline da distribuire e ci avviamo verso i nostri cancelli. Nessun problema fino all’inizio dell’opera. Piccola nota utile: le hostess di Veronafiere, verso le 20 hanno iniziato a distribuire torce anche dentro l’arena, e ne hanno data una anche a me. Peccato che TUTTE QUANTE producano una fastidiosissima luce blu elettrico. E soprattutto, gli spettatori si sono muniti di torcia blu ma non di candelina, quindi, quando iniziano ad abbassarsi le luci si vedono spuntare nel buio tante candeline accese, ma anche tantissime torce blu elettrico.
Per chi non conoscesse la storia delle candeline, può leggere l’immagine qui sotto:

CCI00002.jpg
L’effetto è stato molto coinvolgente, poichè le luci in arena ci mettono circa 90/100 secondi ad abbassarsi e spegnersi completamente, come una specie di tramonto velocizzato, e dal buio hanno iniziato a spuntare le luci gialle delle fiammelle delle candeline, e le luci blu delle torce led. Lo spettacolo normale sarebbe quello che vedete qui sotto:

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Insomma, le luci si spengono, entra il direttore d’orchestra Renato Palumbo, applausi e l’opera inizia. Tanta bellezza però deve essere compensata con qualcosa di sgradevole. Ed ecco la nota stonata della serata, perlomeno a parer mio: il Rigoletto, musicalmente, è pressochè identico a un’Aida e un Nabucco mescolati. Il signor Giuseppe Verdi probabilmente mancava di fantasia… Nulla da dire per la centesima interpretazione di Leo Nucci, bravissimo come sempre, se non di più, ma l’opera in sè non mi è piaciuta. Proprio zero!

Da "L'arena" di oggi

luglio 27, 2008 in Senza categoria

ATTI OSCENI. Uno prende due mesi, l’altro un mese e dieci giorni
Incontro intimo in auto, condannati

Presi probabilmente da un’irrefrenabile desiderio mentre erano in auto non hanno pensato che qualcuno non avrebbe gradito condividere la loro intimità. E nemmeno che gli sarebbe piaciuto vederli mentre erano intenti in qualcosa di più di uno scambio di affettuosità. Non hanno pensato che al di là del comune senso del pudore fare sesso in macchina, senza oscurare i vetri, era più o meno come farlo per strada. Così li ha notati prima un passante, poi un altro fino all’arrivo della pattuglia che forse li ha interrotti e, tra il comprensibile imbarazzo di tutti, li ha identificati e poi denunciati per atti osceni in luogo pubblico.
Erano a Castelnuovo e i due ragazzi, uno di nazionalità tedesca e l’altro italiano, il 2 aprile dell’anno scorso si sono fatti trasportare dalla passione e hanno iniziato un rapporto in macchina. Avessero almeno oscurato i vetri, avessero in qualche modo scelto un luogo lontano dal passeggio, certo non erano in piazza ma nemmeno in un posto tanto isolato se qualcuno si è accorto di quel «movimento» all’interno dell’abitacolo. Bastava che avessero imitato le coppie di Napoli che si appartano in via della Rimembranza dove la caratteristica di tutte le auto in sosta è di avere i vetri tappezzati dalle pagine del giornale. Nessun agente ha mai contestato loro gli atti osceni in luogo pubblico perchè la legge considera punibili gli atteggiamenti «che secondo il comune sentimento offendono il pudore».
Insomma, sono le «effusioni» visibili l’elemento indispensabile per il reato. E nel caso dei due amanti del Garda dall’esterno si vedeva quel che accadeva in auto. Denunciati e qualche giorno fa processati: il difensore ha prestato il consenso all’acquisizione degli atti d’accusa ma la condanna inflitta dal giudice Laura Donati è stata diversa. Abbreviato e due mesi al tedesco, patteggiamento e un mese e 10 giorni all’italiano. Pene sospese.F.M.

2008•07•26 Nabucco

luglio 26, 2008 in Senza categoria

Prima o poi la sfiga ti raggiunge. Ma la chiamerei veramente sfiga? Non lo so, probabilmente è più un cambiamento repentino della mia solita routine serale al lavoro in arena, fatto sta che dopo aver parcheggiato l’auto, mi dirigo all’ingresso riservato ai dipendenti (cancello 4) e passando in piazza Bra noto con stupore (e terrore) che ci sono ancora metà dei pezzi delle scenografie fuori dal teatro. Tanti pezzi. E noto anche (stavolta senza stupore perchè era tutto previsto) che ci sono delle code mostruose davanti ai cancelli. Tutto esaurito.

Affretto il mio passo, perchè la mia morbosa curiosità di sapere PERCHE’ ci sono dei pezzi di scenografie fuori dal teatro mi assale tutto d’un tratto, quindi entro, timbro il badge, faccio una corsa in gradinata e vedo che solo metà dell’allestimento scenografico è stato costruito. Chiedo delucidazioni al Cip: sciopero dei tecnici.

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Annamo bbene!! E va bene, pazienza. Questa sera indossiamo tutti la corona delle 3 sfighe: tutto esaurito, rischio pioggia, sciopero dei tecnici. E ora, con la scenografia montata a metà, che si fa? Si fa entrare il pubblico lo stesso, visto che la gru è ferma. Quindi apriamo i cancelli, e i boccaporti iniziano a vomitare persone, così tanto che nell’arco di 40 minuti non si sono ancora svuotati. Poi una signora italiana molto simpatica (e buontempona) mi domanda cos’è lo sciopero dei tecnici. Oddio… ma come fa a saperlo lei?? Semplice, in piazza Bra stavano facendo volantinaggio (vedi il testo sopra).

In ogni caso, nessun disguido, la scenografia del Nabucco è pressochè incomprensibile, quindi nessuno, tranne noi, ha notato che era incompleta. Verso le 20.30 circa accade ciò che più preoccupava: inizia a gocciolare dal cielo. Nulla di eclatante, solo sporadiche goccioline, probabilmente portate dal vento, ma quanto basta per far aprire gli ombrelli agli spettatori, e creare non pochi disagi nella “movimentazione”. Fortunatamente smette di gocciolare, arrivano le 21.15 e, dopo mille discussioni con il pubblico, mille lamentele, mille rotture di cazzo e via dicendo, finalmente l’opera può iniziare.

La tensione inizia a salire intorno alle 22.20, quando il cielo, in direzione ovest (quindi dalla parte del palco) inizia a lampeggiare, con le nuvole che incombono minacciose. Da qui, la decisione di accelerare le musiche, per fare in modo che l’opera potesse terminare senza intoppi di vario genere. E l’orchestra ha accelerato così tanto che i coristi non riuscivano a starci dietro con le parole. Una buffonata assurda, che il direttore d’orchestra, tal Daniel Oren, avrebbe dovuto rifiutarsi di compiere. Ma si sa, in caso di pioggia ci sarebbero un sacco di straordinari da pagare…

Grazie di cuore, Fondazione Arena di Verona, ti sei scavata altre due palettate di terra per la fossa questa sera.